La Francia ha chiesto la rimozione dell’oligarca russo-uzbeko Alisher Usmanov dalla lista delle sanzioni dell’Unione europea, complicando il rinnovo delle misure restrittive individuali contro la Russia. Gli ambasciatori degli Stati membri, nonostante i tentativi di compromesso, non hanno infatti raggiunto l’unanimità necessaria per prorogare di sei mesi le sanzioni e hanno fissato una nuova scadenza per martedì 22 settembre.
Miliardario attivo nei settori dei metalli, dell’industria mineraria, dei media e delle telecomunicazioni, Usmanov figura tra le quasi 3.000 persone ed entità russe sottoposte alle sanzioni europee dal 2022, dopo l’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia. Il Consiglio dell’Unione aveva motivato l’inserimento nella lista citando i suoi “stretti legami” con il presidente russo Vladimir Putin e i suoi interessi in settori considerati strategici dell’economia russa, accuse che l’oligarca ha sempre respinto.
Secondo diplomatici citati da Euronews, la richiesta francese di rimuovere Usmanov dalla lista sarebbe legata alla volontà di ottenere la liberazione di un numero imprecisato di cittadini francesi detenuti in Azerbaigian. Il Financial Times ha riferito che sarebbe allo studio un possibile scambio di prigionieri, la cui realizzazione dipenderebbe dall’approvazione unanime dei Ventisette.
La Francia non ha confermato pubblicamente il collegamento tra i due dossier, sostenendo invece che la propria posizione sia motivata da ragioni di sicurezza nazionale. Una fonte diplomatica francese ha ribadito che Parigi resta impegnata “con tutti i mezzi” ad aumentare la pressione sulla macchina da guerra russa e a sostenere l’Ucraina, ma che nel caso specifico sarebbe in gioco una questione di sicurezza nazionale.
Le fonti disponibili non identificano pubblicamente tutti i cittadini francesi che Parigi starebbe cercando di ottenere in cambio della rimozione di Usmanov dalla lista dei sanzionati. Tuttavia, due casi recenti hanno attirato l’attenzione della politica francese e potrebbero rientrare nel dossier negoziato con Baku: quello di Martin Ryan, condannato a marzo dalle autorità azere a dieci anni di carcere con l’accusa di spionaggio, respinta sia dall’interessato sia da Parigi, e quello di Anas Derras, vicepresidente per il Medio Oriente della società francese SAUR, condannato per corruzione.
La pena di Derras è stata recentemente ridotta da dodici a nove anni di carcere, pochi giorni dopo una telefonata tra il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente azero Ilham Aliyev. Non è tuttavia chiaro se la revisione della condanna sia direttamente collegata al colloquio tra i due leader.
Come la Francia, anche la Slovacchia chiede da tempo la rimozione di Usmanov e di un altro uomo d’affari russo, Mikhail Fridman, dalla lista delle sanzioni. L’allineamento tra Parigi e Bratislava ha sorpreso diversi diplomatici europei, essendo la seconda da tempo tra gli Stati membri più critici nei confronti della politica europea delle sanzioni e del sostegno all’Ucraina, mentre la Francia è uno dei Paesi del vecchio continente più apertamente al fianco di Kyiv.
La vicenda ha suscitato una dura reazione da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nel suo discorso serale di ieri (14 settembre), il presidente ucraino ha citato direttamente Usmanov e Fridman, criticando qualsiasi ipotesi di alleggerimento delle sanzioni. “Non è il momento di revocare le sanzioni, di salvare gli oligarchi russi”, ha dichiarato Zelensky, aggiungendo che “non è il momento per l’Europa di fare regali alla Russia”.
Le diplomazie degli Stati membri lavoreranno nei prossimi giorni per cercare di raggiungere una soluzione in vista della nuova scadenza. Il rinnovo delle sanzioni individuali contro la Russia richiede infatti l’unanimità dei Ventisette, come avviene per tutte le decisioni dell’Unione europea in materia di politica estera. Se anche un solo Stato membro dovesse opporsi al rinnovo nella riunione della prossima settimana, l’intero regime sanzionatorio individuale rischierebbe di decadere.


[…] La Francia frena il rinnovo delle sanzioni europee individuali contro la Russia chiedendo la rimozio… […]